RD Athletics

Basta il nome per dire tutto: “sognatori rotolanti”.

Matteo e Andrea, due atleti amanti della natura e delle due ruote in particolare. Persone che hanno fatto di una passione il proprio lavoro e del proprio lavoro una passione, vederli in azione è pura poesia ed ispirazione per chiunque pensi “io non sono capace, io non ce la farò”.

Negli anni li ho seguiti attraverso le loro avventure che li hanno portati a raggiungere in bicicletta, partendo da Firenze mete europee ed italiane come Barcelona, Parigi, Roma.

Attraversare l’Italia, arrampicarsi sulle Alpi con condizioni meteo al limite, vivere paesaggi incredibili come quello della via Francigena e tutto sempre seduti su una bicicletta respirando a pieni polmoni ed illuminandosi gli occhi e riempiendo il cuore di fatica ed emozione.

Ho ammirato le loro imprese perché sono sempre state organizzate in maniera professionale ma allo stesso tempo normale permettendo di vivere il loro viaggio e sognarlo come se ci fossi tu seduto su quella bicicletta.

Oltre a questo i Rolling Dreamers sono persone sensibili e coinvolte in prima persona nell’aiutare le persone che sono meno fortunate di noi, il loro progetto The Human Factor utilizzando lo Sport come veicolo di integrazione, dialogo e inclusione. che ha visto tra i protagonisti anche due ragazzi africani, in attesa di asilo, con un duplice obiettivo: allenarsi in vista di una gara di triathlon e partecipare ad un programma di formazione per una futura inclusione lavorativa.

Chi meglio di loro può aiutarmi nella preparazione di un lungo e duro viaggio come quello che affronterò a Maggio? Matteo ed Andrea hanno recepito con entusiasmo la mia richiesta di aiuto ed hanno messo a disposizione le competenze tecniche del loro reparto RD Athletics per aiutarmi con la preparazione ciclistica affidandomi a coach Luca Zaina un autentico guru in questo campo.

Cosa pensano di questa avventura? Ve lo lascio leggere nelle loro parole

Noi Rolling Dreamers (letteralmente “sognatori rotolanti”) crediamo che “un vincitore non sia nient’altro che un sognatore che non si è mai arreso”. In questo progetto non è tanto una questione di vincere un premio o una gara, è questione di aiutare chi è meno fortunato di noi. E quando la motivazione che ci spinge a metterci in gioco è così profonda, anche il solo fatto di provarci è già una vittoria. Keep rolling Wolf!

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